Istituto di Istruzione Superiore di Lonigo
"Rosselli-Sartori"

 
Lettera del Presidente del Teatro di Lonigo e del Direttore  Artistico agli spettatori...inviata al nostro Istituto che ha avuto la fortuna di poter collaborare, sia assistendo agli spettacoli proposti, sia attraverso le lezioni pomeridiane impartite da un vero attore ad un gruppo di studenti della scuola con il progetto Generazione teatro.

"Gentili spettatrici e spettatori,
il sipario è chiuso. Non accadeva dai tempi del restauro che il grande velario di velluto rosso del Teatro Comunale di Lonigo, sotto il trionfo di Apollo affrescato da Giuseppe Dolcetta e i grifoni intagliati di Giuseppe Regagioli, rimanesse così a lungo, e forzatamente, serrato. 
Il teatro è vuoto. Non rimbombano i passi degli attrezzisti sul palcoscenico, non squilla il telefono della biglietteria, non si vedono i sorrisi delle maschere e i gesti sapienti dei tecnici, nei camerini non arrivano i bauli delle compagnie e sulle porte non si leggono i nomi degli attori e delle attrici. Non si sentono voci a ripassare il copione e vocalizzi a stemperare la voce, né il suono dell’oboe a dare il “la” all’orchestra. Ma, più di tutto, non si sente l’inconfondibile, vitale brusio del pubblico quando riempie la sala, nel momento in cui, dalla platea e nell’abbraccio dei palchi, cresce un unico desiderio: quello che quel sipario si apra.
Il teatro è attesa. Attesa della prima battuta, dell’ingresso della grande attrice, del monologo celebre, dell’aria amata, dell’acuto, del cambio d’atto, del coup de théâtre. È attesa del finale drammatico o del lieto fine, del commuoversi e dell’intenerirsi. È l’attesa di Butterfly che aspetta vedersi levare «un fil di fumo», di Vladimiro ed Estragone che aspettano Godot, di Gennario Jovane quando sospira che «ha da passà ’a nuttata». 
Già, con le parole di Eduardo De Filippo diciamo che anche questo tempo passerà. Fino ad ora non abbiamo potuto fare altro, con dispiacere, che annullare gli spettacoli, a uno a uno. Avevamo previsto di recuperarli prima ad aprile, poi a maggio, ma le prospettive che vengono dalle autorità sanitarie fanno temere che la stagione possa perfino essere finita. Vedremo. Intanto il team del Teatro non smette di lavorare, da casa, per gestire quanto accade,  pensare alla prossima stagione e predisporre i rimborsi dei biglietti e degli abbonamenti. Il decreto ministeriale approvato il 18 marzo prevede l’emissione di un voucher con un importo corrispondente a quanto speso, da utilizzare per l’acquisto di biglietti e abbonamenti entro dodici mesi dall’emissione. Non appena saranno chiarite le modalità di utilizzo del voucher vi informeremo. Come vi terremo aggiornati su ogni altra novità riguardante gli spettacoli.
L’attesa, a teatro, quando infine viene ripagata, fa scatenare un applauso liberatorio, a stemperare la commozione. Così quando quel sipario si aprirà di nuovo, il teatro verrà a consolare questo momento tanto drammatico che ci ha messo di fronte a tutta la nostra precarietà e, allo stesso tempo, ha dimostrato la capacità del nostro splendido paese di reagire, di sperare, di guardare, nonostante tutto, con fiducia al futuro. Quando potremo finalmente tornare a teatro, sentiremo che il teatro è più vivo che mai. "
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